Nell’ambito delle visual e multimedia arts, l’attività di Martino Nicoletti si è essenzialmente rivolta alla produzione fotografica, di cortometraggi video e di performance. A parte la realizzazione di volumi fotografici e opere multimediali pubblicate con editori commerciali e presentate nella sezione “Parola”, parte del lavoro svolto ha preso forma nella creazione di creazione di artist’s books stampati in edizione limitata, nonché nella partecipazione a performance e mostre d’arte personali e collettive in Europa, Asia e US (sezione “Bio”).

In ambito prettamente visivo, l’attività Nicoletti si contraddistingue per la scelta di un approccio radicalmente “primitivista”, fondato sull’impiego di strumenti e tecniche ultra-vintage (box camera, fotografia stenopeica, pellicola super 8..): al di là degli intrinseci contenuti estetici, questa scelta è stata ispirato dal desiderio consapevole di riportare la produzione di immagini entro la dimensione di un approccio lento e discreto alla realtà.

Questa stessa opzione, fondandosi programmaticamente su una drastica limitazione della possibilità di controllo sull’atto fotografico o sulla ripresa cinematografica e sui suoi stessi risultati, si propone inoltre di indirizzare la produzione di immagini entro il vasto territorio dell’”aleatorio”. Si tratta qui di un aleatorio capace di permettere allo strumento fotografico o alla cinepresa stessa di esprimere senza impedimenti tutta la propria autonoma spontaneità.

Dal dominio della certezza, l’immagine torna così a quello della pura probabilità, con tutti i rischi e le possibilità che possono scaturirne: un radicale primitivismo visivo scelto come via privilegiata per liberare lo sguardo e come occasione propizia per l’emergere di paesaggi interiori.

 

ARTIST’S BOOKS

(Acquistabili on line su Amazon, presso il sito della Libreria Aseq di Roma o nel sito dell’autore destinato alla vendita delle opere.

– MARTINO NICOLETTI, LES ROUTES D’EAU,  Paris, Éditions Le loups des steppes, 2016

 

coverUn artist’s book dedicato a Venezia e realizzato attraverso una combinazione di poesia e fotografia analogica.

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– MARTINO NICOLETTI, WATER MEMORY: AN ORPHIC POST-MORTEM JOURNEY,  Paris, Éditions Le loups des steppes, 2016

Martino Nicoletti_WATER MEMORY_COVER

Ispirandosi ai testi delle antiche tavolette orfiche – tradizionalmente sepolte assieme al corpo dell’iniziato come un memento e come guida effettiva durante il viaggio –  questo artist’s book, combinando performance e fotografia, presenta una serie di immagini in bianco e nero scattate nel territorio del Lago Trasimeno, in Umbria, impiegando lo strumento della fotografia stenopeica.

In questa visiva e visionaria narrazione dell’aldilà, l’anima solitaria è ritratta nel suo dialogo con antiche memorie e nella lotta con il proprio passato, posta dunque sulla sottile frontiera tra il rischio di un’estinzione negli abissi del nulla e la possibilità di continuare il proprio viaggio così da potersi finalmente riunire alla propria matrice divina.

Martino Nicoletti, Water Memory: An Orphic post-mortem journey, Paris, Éditions Abaris, 2016

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– MARTINO NICOLETTI, BANGKOK SKYLINE: SIX PHOTOGRAPHS PLUS ONE,  Paris, Éditions Le loups des steppes, 2016

BANGKOK SKYLINE_ by Martino NicolettiUn artist’s book pubblicato in edizione limitata e dedicato alla metropoli di Bakgkok. Un testo poetico e una serie di immagini scattate con una vecchia macchina fotografica 6×6 in plastica dei primi anni ’60.

“Al loro limitare le città sembrano tutte assomigliarsi. Frammenti di forma varia e poi, da lì in avanti, soltanto cielo mai uguale a sé stesso.

Tropici: pioggia e linee che curvano. Istanti. Vite che assecondano rotte. Auto che traghettano filamenti. Punti che viaggiano paralleli. Che si intersecano. Che viaggiano paralleli, più di ogni altra cosa.

A Bangkok il vento non arriva mai. Qui le case sono alte e molte e non si vede dove finiscono. Se desideri sentire una folata di brezza devi allora prendere l’auto e uscire dalla città. Andare lontano…”

Martino Nicoletti, Bangkok Skyline: Six photographs plus one, Paris, Éditions Abaris, 2016

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– MARTINO NICOLETTI, INTERREGNUM, Bangkok, Parbhin LDT, 2010

Martino Nicoletti_Interregnum

Un’opera dedicata alla memoria del proprio padre, Giorgio (1926-2010). Il volume, stampato in Bangkok presso la Parbpim Ldt, è stato realizzato in edizione limitata di 83 copie numerate.

Glasgow, 4 maggio 2010

“Qualche tempo fa ho pensato: Once we were warriors. Now we are only ice, slowly melting: “Una volta eravamo guerrieri. Ora siamo soltanto ghiaccio che si scioglie lentamente”. Poi ho capito che esiste una breve età degli eroi. Breve, ma mai conclusa. Breve, ma sempre a disposizione. Un tempo eternamente acerbo, che è uno stretto e fulmineo squarcio, che può essere attraversato per traghettarsi dall’altra parte del fiume”.

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– MARTINO NICOLETTI, SUBMERGED LANDSCAPES: A PINHOLE PHOTOGRAPHIC TALE, Bangkok, Parbhin LDT, 2010

 

submerged-landscapes-by-martino-nicoletti_coverIspirandosi a un antico mito pagano, l’artist’s book, attraverso una rara selezione di fotografie stenopeiche analogiche, narra della tragica storia d’amore tra l’affascinante ninfa acquatica Agilla e il principe Trasimeno, figlio del potente re etrusco Tirreno. Cornice dell’onirica opera è lo splendido lago Trasimeno, dimora originaria di Agilla.

Il volume, stampato a Bangkok, è stato pubblicato in edizione limitata di 99 copie numerate.

“Visti dalle profondità dell’acqua, i raggi del sole appaiono come riflessi scintillanti. L’acqua non è soltanto una sostanza: è un regno fluido, al quale si può appartenere, oppure no. La terra non è soltanto una materia: è un territorio pulsante, di cui si può essere parte, oppure no. Il fuoco non è solo un elemento: è un reame vivente di cui si può condividere la natura, oppure no. Lo stesso è per l’aria, se di essa qualcosa si conosce”.

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– MARTINO NICOLETTI, ORFEU TRA I POPOLI FANCIULLI (artist’s book in edizione limitata)

orfeu-by-martino-nicoletti2Un’opera dedicata al viaggio in Himalaya di Orfeo Pagnani, amico dell’autore e direttore editoriale della casa editrice Exòrma. Opera in esemplare unico.

 

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– MARTINO NICOLETTI, KATHMANDU: LEÇONS DE TENEBRES, BANGKOK, Parbhin LDT, 2009

Un’opera dedicata all’abissale metropoli himalayana di Kathmandu. Frammenti dai diari di viaggio, incontri, racconti, visioni, accompagnate da una selezione ricercatissima di immagini fotografiche in bianco e nero.

L’opera, stampata in Bangkok nel marzo 2009, presso le stamperie Parbpim, è presentata in una edizione limitata di 108 copie arricchite da un intervento personale dell’autore.

La stessa opera è inoltre disponibile in una edizione commerciale, pubblicata e distribuita dalla One Editions, casa editrice tailandese specializzata in letteratura contemporanea.

 

 

CORTOMETRAGGI E VIDEO

 

– Martino Nicoletti, Water memory

Martino Nicoletti Water Memory copyright 2014Prendendo ispirazione dalle antiche Lamelle d’oro orfiche e combinando fotografia stenopeica, performance e musica, il cinepoema presenta una narrazione visiva dell’itinerario post-mortem di un iniziato ai culti misterici. Un’anima solitaria ritratta nel suo dialogo con antiche memorie e in lotta con i relitti del proprio passato. Un’anima posta tra il rischio di perdersi negli abissi del nulla e la possibilità propizia di riunirsi alla propria divina matrice divina e luminosa, posta al di là del tempo.

Water Memory: di Martino Nicoletti, UK, 5 min., lingua: Inglese, Produzione “Stenopeica”, colonna sonora Roberto Passuti, collaborazione artistica Angelo Fanelli, © Martino Nicoletti, 2014.

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– Martino Nicoletti, Mekong Reflections

Mekong Reflections a short by Martino Nicoletti 3_LOWGirato con una cinepresa Super 8, un cine-poema dedicato al Mekong e alla regione di Champasak nel Laos meridionale.

Mekong Reflections: di Martino Nicoletti, UK, 3 min., lingua: Inglese, Produzione “Stenopeica”, colonna sonora Roberto Passuti, © Martino Nicoletti, 2013.

Guarda il demo del corto.

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– Martino Nicoletti, Non devo guardarti negli occhi: lo zoo delle donne giraffa

Non devo guardarti negli occhi_un cortometraggio di Martino NIcoletti_copyright 2011In un villaggio dell’estremo nord della Tailandia, sotto la luce assordante di un sole tropicale, un gruppo di turisti passeggia tra capanne e surreali esseri femminili: entità fuori dal tempo, abbigliate in splendidi abiti etnici e adornate da una vistosa spirale di anelli scintillanti che ne cinge il collo.

Le donne che, immobili e sorridenti, si concedono agli scatti fotografici degli affamati visitatori sono le notissime “donne giraffa”, epiteto con cui vengono comunemente chiamate le appartenenti all’etnia dei Kayan. Profughi fuggiti dalla Birmania, per scampare alla sanguinosa guerra civile che, da lunghi anni, imperversa nella propria terra d’origine. Esseri umani oggigiorno confinati entro onirici villaggi, dove, in risposta alla decisione del governo tailandese di promuovere forme di turismo alternativo nelle regioni nel nord del paese, accolgono quotidianamente centinaia di turisti desiderosi di confrontarsi, per qualche breve istante, con una presunta etnicità allo stato puro.

Non devo guardarti negli occhi: un surreale cine-poema in pellicola Super-8 dedicato alla vita negli “zoo umani” della Tailandia, interpretato dalla potente voce di Giovanni Lindo Ferretti e dalle mesmerizzanti musiche di Roberto Passuti. Primitivismo visivo, musica industriale, poesia pura.

L’opera è attualmente in vendita come parte integrante dell’opera: Martino Nicoletti, Lo zoo delle donne giraffa: un viaggio tra i Kayan nella Tailandia del nord, Roma, Exòrma Edizioni.

Guarda il demo del corto.

Non devo guardarti negli occhi: lo zoo delle donne giraffa: di Martino Nicoletti, UK, 6 min., lingua: Inglese/Italiano, Produzione “Stenopeica” (Glasgow – Bologna), ©Martino Nicoletti, 2011

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– Martino Nicoletti, The Nine Doors

the_nine_doors-by-martino-nicoletti - copyrightUn cinepoema ispirato al mito esiodeo della stirpe divina degli eroi, che si ritiene sie esistita tra il temine dell’età del bronzo e quella del ferro, tra Dvapara e Kali yuga.

Un fulgido, quanto fugace ritorno all’età dell’oro.

L’opera è dedicata alla memoria di Romano Mastromattei (1936-2010), maestro e amico dell’autore.

The Nine Doors: di Martino Nicoletti, UK, 8 min., lingua: Inglese/Italiano, Produzione “Stenopeica” (Glasgow – Bologna), © Martino Nicoletti, 2010.

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– Martino Nicoletti, Kulunge Super 8.

Un breve documento in pellicola Super 8, relativo al popolo dei Kulunge Rai, etnia tibeto-birmana del Nepal dell’est.

Guarda il demo del corto.

Kulunge Super 8: di Martino Nicoletti, UK, 7 min., lingua inglese, Produzione “Stenopeica”(Glasgow – Bologna), © Martino Nicoletti, 2010.

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– Martino Nicoletti, Chod, Il sacrifico di sé.

Nel cuore delle montagne himalayane, ancor oggi, alcuni rari officianti religiosi appartenenti all’antica fede prebuddhista tibetana del Bön, compiono un lungo pellegrinaggio rituale attraverso i “luoghi di potere” della regione del Dolpo. Siti sacri abitati da divinità montane, geni e spiriti delle acque. Luoghi selvatici, infestati da demoni e pericolosi fantasmi dall’indole violenta.

In un universo avvertito come una costante e delicata interazione tra la dimensione umana e quella delle potenze invisibili, il pellegrinaggio ha come principale obiettivo la pacificazione degli spiriti locali, così da rinsaldare eventuali lacerazioni nelle relazioni tra i due mondi. Il viaggio – la cui durata può tradizionalmente variare tra i 7 e i 108 giorni – ha infatti spesso luogo per scongiurare il pericolo di epidemie, come forma di esorcismo o come prassi terapeutica nei riguardi di specifiche malattie causate da entità sovrannaturali.

Nel corso del pellegrinaggio gli officianti, destata l’attenzione degli spiriti attraverso atti violenti di provocazione, ne evocano la presenza servendosi di strumenti musicali magici: trombe ricavate da femori umani (kangling) e tamburelli a clessidra (damaru) le cui casse sono costituite da crani. Nella tradizione liturgica tibetana a questi strumenti musicali è attribuita una specifica valenza evocatoria, con particolare riguardo agli spiriti connessi con la dimensione funeraria o alle entità appartenenti al pantheon “irato”.

Nucleo centrale del viaggio è l’officio reiterato di un rituale meditativo di autosacrificio, il chöd (lett. “tagliare”): l’officiante, dopo aver invitato a convegno una folta schiera di esseri invisibili di varia natura e livello gerarchico, visualizza il proprio corpo come interamente smembrato da una divinità femminile di saggezza (dakini). Le varie parti, dopo essere state sezionate, gettate in un immenso calderone e opportunamente cotte, sono trasmutate in sostanze pure e “nettare d’immortalità”, così da essere offerte in nutrimento agli invitati nel corso di un singolare banchetto cerimoniale.

Al di là del suo aspetto esteriore – di offerta sacrificale alle entità locali – il chöd rivela profonde implicazioni filosofiche, connesse con la nozione di compassione universale (bodhicitta). In questo senso, il sacrificio costituisce una rara occasione per beneficiare spiritualmente gli esseri viventi privi di un corpo materiale, ancora prigionieri delle fitte trame del samsara, il ciclo ininterrotto di nascite e morti.

In un senso ancora più profondo, la cerimonia, attraverso il totale dono di sé agli esseri invisibili, si propone di recidere radicalmente l’attaccamento del praticante al corpo fisico e l’identificazione con il proprio illusorio Ego individuale. Gli immateriali nemici di ogni autentico progresso spirituale.

Guarda un demo del corto.

Chod il sacrificio di sé: di Martino Nicoletti, UK, 6 min., lingua italiano/inglese, Produzione “Stenopeica” (Glasgow – Bologna), © Martino Nicoletti, 2008.

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– Martino Nicoletti, Nepal, Aprile 2006. Rapsodia per una rivoluzione mancata.

Nell’aprile 2006 una sanguinosa guerra civile porta alla caduta della monarchia in Nepal, ultima teocrazia del pianeta Terra, in favore dell’instaurazione di un regime democratico.

La statua del re Prithvi Narayan (1723-1775), fondatore ed emblema della dinastia Shah che unificò e resse il Nepal dal 1768 al 2006, è occultata agli sguardi. Ma non abbattuta. Musiche: François Couperin, Leçons de ténèbres

Nepal, Aprile 2006. Rapsodia per una rivoluzione mancata: di Martino Nicoletti, Italia, 5 min., Produzione Orange (Spello),  © Martino Nicoletti, 2008.

Guarda un demo del corto.

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– Martino Nicoletti, Panorami goduti dalla cima di una testa tagliata.

Con la forma Panorami 1di un videoclip musicale, uno scorcio sulla città di Kathmandu, “perla” dell’Himalaya.

Panorami goduti dalla cima di una testa tagliata: di Martino Nicoletti, Italia, 7 min., Produzione Orange (Spello),  © Martino Nicoletti, 2002.

 

 

 

 

MOSTRE E PERFORMANCE

 

MOSTRE E PERFORMANCE (come artista):

Personali

2013

Water Memory. Installazione multimediale. Lasalle College of the Arts, Singapore;

2012

Lo zoo delle donne giraffa. Mostra fotografica; Museo nazionale d’arte orientale “Giuseppe Tucci”, Roma;

The Zoo of the Giraffe Women. Videoinstallazione; Centre for Contemporary Art (CCA), Glasgow;

2011

– Beuys e lo sciamano. Serie di installazioni; Museo di Palazzo della Penna; Comune di Perugia – Regione dell’Umbria; Perugia;

Ruins. Installazione; abitazione abbandonata; Lago Trasimeno; Umbria (personale);

2010

Nomadi dell’invisibile. Mostra fotografica e installazione multimediale; Leonessa Museo Civico, Leonessa, Rieti;

2009

– Bangkok: i sogni di un morto. Installazione multimediale; Area Privata Gallery, Perugia;

– Submerged Landscapes. Installazione fotografica; foresta di Mae Hong Son (Tailandia);

2008

– Kathmandu. Mostra fotografica; Fahrenheit 451, Roma;

2006

– Warlungma. Performance di danza Butoh; Tempio buddhista di Wat Nyuttitham, Champasak (Laos);

Collettive

2014

Show Cabinet. Installazione multimediale; Show Studio, Londra;

2012

Kathmandu: disiecta membra. Mostra fotografica e scultura sonora; “Stazione di Topolò”, Udine;

The Last Mile. Installazione multimediale (con A. Campoli e S. Dan Paich); The Bonnafont Gallery, San Francisco;

I Must not Look You in the Eyes. Videoinstallazione; Sound Thought – The Arches, Glasgow;

2011

– The Nine Doors. Video installazione; Sala Santa Rita; Comune di Roma; Roma;

Lo zoo delle donne giraffa. Mostra fotografica e installazione multimediale; “Stazione di Topolò”, Udine;

Le sette porte. Installazione video; Castello Brancaccio, Comune di San Gregorio di Sassola (RM);

2010

– A Shadow in a Wardrobe: Memories (con Alessandra Campoli). Performance, Silpakorn University, Bangkok;

Taswir: tracce (in collaborazione con Chaturman Rai). Mostra fotografica e installazione multimediale; “Stazione di Topolò”, Udine;

Stenopeica. Installazione fotografica; Silpakorn University, Bangkok;

2008

– Leçons de ténèbres. Mostra fotografica personale e installazione multimediale; Fattoria San Giuseppe, Spello;

– Mekong Monsoon. Mostra fotografica; “Stazione di Topolò”, Udine;

– Visita di cortesia. Installazione; “Casa d’Arte”, Spello;

2005

– Disturbare le valanghe. Performance di danza Butoh; Teatro Furio Camillo, Roma;

2003

– Cosmogonia. Performance; Palazzo delle Papesse – Centro Arte Contemporanea, Siena;

MOSTRE E PERFORMANCE (come curatore e artista):

2011

Beuys e lo sciamano: estasi, rito e arte. Mostra multimediale dedicata alla collezione delle Lavagne di Joseph Beuys, ospitate presso il Museo civico di Palazzo della Penna di Perugia. Comune di Perugia – Regione dell’Umbria; Museo Civico Palazzo Penna, Perugia;

Le nove porte: sciamanesimo e arte contemporanea. Mostra multimediale collettiva. Comune di Roma; Sala Santa Rita, Roma;

2010

Nomadi dell’invisibile. Mostra fotografica e installazione multimediale; Leonessa Museo Civico, Leonessa, Rieti;

Taswir: tracce (in collaborazione con Chaturman Rai). Mostra fotografica e installazione multimediale; “Stazione di Topolò”, Udine;

2009

– Chod: il sacrifico di sé. Mostra fotografica e installazione multimediale; Sala Santa Rita; Comune di Roma, Roma;

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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