VOLUMI

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– JEAN ABSAT (a cura di MARTINO NICOLETTI), CORPO E PREGHIERA: NOBILTÀ DI UN FILO D’ERBA, PARIS, ÉDITIONS LE LOUP DES STEPPES, 2017

cover-finalSeguendo gli antichi insegnamenti di Jean Absat – viaggiatore e “pellegrino dell’anima” di origini occitane, vissuto tra la Persia, l’Asia centrale e l’Armenia del XVII secolo – quest’opera mostra come il corpo possa essere impiegato come un meraviglioso ed eccelso “strumento” di preghiera, in grado di condurre ogni sincero ricercatore di sé verso l’incontro diretto con il proprio “cuore invisibile” e con l’oceano di luce e di silenzio vivo che dimora nella parte più intima di noi.                    

Prendendolo per mano, Absat accompagna il lettore attraverso un itinerario autenticamente iniziatico, fondato sull’ascolto dei ritmi profondi del corpo, sul respiro, sull’impiego del suono e il risveglio della potenza sottile delle emozioni.

È al culmine di questo stesso cammino che Absat introduce alla straordinaria pratica della “preghiera in movimento”: una forma di preghiera unica e spontanea capace di riunirci, con la potenza di una folgore, all’infinita Sorgente stessa di ogni forma, di ogni vita e di ogni movimento.

È qui, e soltanto qui, che – realizzando tangibilmente come il nostro corpo, in realtà, si trovi già da sempre immerso in una spontanea e incessante preghiera –potremo finalmente accedere alla totale semplicità, all’incondizionata libertà e alla sublime nobiltà di un filo d’erba mosso dal vento…

“Sì, danza completamente vuoto, trasparente e libero (…) Tu sei lo specchio dell’Assoluto e non lo sai. Tu sei il suo stesso occhio, ma non lo sai. Tu, il suo stesso corpo, il suo braccio e la sua mano che, nella libertà, plasma le innumerevoli forme e gli infiniti mondi (…). Ora puoi comprendere: ogni tuo respiro è già preghiera. Ogni tuo sguardo è già preghiera. Ogni tuo passo e ogni tuo gesto sono già preghiera. Conchiglia marina deposta sulla sabbia e che risuona del tutto. Acqua che si versa nell’acqua. Sorgente che torna alla Sorgente”.

 

– STENOPEICA, FRANCO BATTIATO, TERESA DE SIO, GIOVANNI LINDO FERRETTI, KATHMANDU: DIARIO DAL KALI YUGA (LIBRO + CD) (a cura di Martino Nicoletti), PARIS, LE LOUP DES STEPPES, 2016

COVER_DIARIO dal KALI YUGAUn itinerario iniziatico fatto di suoni e parole guida alla scoperta della mitica città sacra di Kathmandu, la splendida perla dell’Himalaya incastonata tra le scintillanti vette del Nepal.

Le ricercate sonorità della formazione musicale degli STENOPEICA si fondono con la voce e i preziosi contributi artistici di FRANCO BATTIATO, TERESA DE SIO e GIOVANNI LINDO FERRETTI.

Un autentico diario dal Kali Yuga – l’oscura epoca finale che, secondo l’antica mitologia indiana, conclude un ciclo cosmico – composto da testi, fotografie e da ben 20 tracce musicali che narrano di una metropoli in pelle viva e di come questo stesso universo urlante sappia ancor oggi dispensare bagliori di autentico splendore e d’indicibile quanto affilata bellezza.

…Kathmandu. I vivi contano i morti tra dita e pollice.
I morti contano i vivi da dietro le finestre.
Lungo la strada, in alto, elettricità che corre in filamenti…

Stenopeica, Franco Battiato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti, Kathmandu: diario dal Kali Yuga (libro + CD), Paris, Le loup des steppes, 2016

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– MARTINO NICOLETTI, ANIME DI SABBIA, PARIS, ÉDITIONS LE LOUP DES STEPPES, 2016

COVER_ANIME DI SABBIA by Martino Nicoletti

Possono la passione e l’amore risuonare simultaneamente attraverso epoche e continenti diversi?

Sullo sfondo di grattacieli, templi e strade affollate della Bangkok di oggi, nella vita di Nina, affascinante espatriata e insegnante di francese, fa la sua comparsa Mei, enigmatico regista tailandese da poco rientrato dall’Europa.

Un vecchio e logoro libro azzurro, trovato da Mei su una bancarella londinese, fa precipitare il presente e la sua stessa vita in un altro spazio-tempo: ci ritroviamo nel 1925 e il giovane antropologo britannico Edward Matthews arriva a Malekula, isola selvaggia e indecifrabile nel cuore dei Mari del Sud, per studiare la religione indigena e i suoi riti d’iniziazione.

Nonostante la distanza, un tenue filo fatto di lettere appassionate, di sospiri e di ricordi continua a unire il brillante ricercatore a Judith e all’Inghilterra. Col passare dei mesi, l’attrazione per i culti ancestrali di Malekula si trasforma tuttavia per Edward in un’insidiosa spirale che lo renderà infine prigioniero dell’occulto potere dell’isola…

La voce del mare, ponte vivente capace di unire tempi e destini apparentemente così diversi tra loro, permetterà a un passato irrisolto di trovare finalmente la sua liberazione nel presente?

“…L’acqua serba davvero tanti ricordi, Nina. Ricordi fluidi, inafferrabili. Ricordi che diventano voci per chi sa rendersi simile all’oceano”.

Martino Nicoletti, Anime di sabbia, Paris, Éditions Le loup des steppes, 2016

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– MARTINO NICOLETTI (in collaborazione con CLAUDIE CHLASTA), LE COSTELLAZIONI MEDIANICHE: L’ANIMA, GLI ANTENATI E L’ALDILÀ NELLA PRATICA DELLE COSTELLAZIONI, PARIS, ÉDITIONS LE LOUP DES STEPPES, 2016

Le costellazioni medianiche_ di Martino Nicoletti e Claudie Chlasta_Cover

Utilizzando un linguaggio chiaro, semplice e ricco di riferimenti alla spiritualità orientale e allo sciamanesimo, l’opera offre una prospettiva totalmente nuova e sconosciuta sull’universo delle costellazioni, mostrando come la “canalizzazione” e la medianità possono essere efficacemente applicate alla comprensione e risoluzione di numerosi problemi personali di tipo transgenerazionale o karmico.cover_constellations_janvier-2017

Traendo ispirazione dall’esperienza concreta di Claudie Chlasta, medium sin dall’infanzia e creatrice del metodo di Costellazioni d’Anima ad anime, questo libro illustra come i defunti possono avere il ruolo di veri e propri “partecipanti” alle costellazioni, contribuendo attivamente ad individuare e sciogliere nodi significativi connessi con il nostro presente, come anche a rimettere in discussione, e finalizzare positivamente, ciò che, riferito invece al passato, sembrava ormai essere concluso o irrisolto per sempre.

Sono proprio questo dialogo e questa cooperazione tra i mondi – attivati grazie all’intermediazione di un costellatore-medium – a permettere un’autentica “guarigione”, capace di includere simultaneamente il presente come il passato, il nostro vissuto personale come anche la nostra dimensione collettiva ancestrale e transgenerazionale.

Martino Nicoletti (in collaborazione con Claudie Chlasta), Le costellazioni medianiche: l’anima, gli antenati e l’aldilà nella pratica delle costellazioni, Paris, Éditions Le loup des steppes, 2016. 

Il volume rappresenta l’edizione italiana dell’opera: Martino Nicoletti (in collaborazione con Claudie Chlasta), Les constellation médiumniques: L’âme, les ancêtres et l’au-delà dans la pratiques des constellations, Paris, Éditions le loup des steppes, 2016

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– MARTINO NICOLETTI, KATHMANDU: LESSONS OF DARKNESS, MILAN, MIMESIS INTERNATIONAL, 2015

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Una descrizione poetica dell’abissale città di Kathmandu: la mitica città sacra di divine origini incastonata tra le scintillanti montagne himalayane; il mandala a cielo aperto costellato da templi dorati; la culla e crogiolo di civiltà e tradizioni spirituali millenarie; la mesmerizzante meta di generazioni di figli dei fiori e “vagabondi del dharma”; lo specchio rotto e derelitto dell’Asia di oggi…Kathmandu.

Come una catabasi visionaria, il volume – arricchito da un’ampia selezione di foto artistiche in bianco e nero – guida il lettore attraverso i meandri di questo remoto luogo, contemporaneamente luogo reale, territorio sacro e inviolato recesso dell’anima: ombre affiliate e grida penetranti si fondono a esplosioni di luce abbagliante e di sconvolgente bellezza.

Il volume rappresenta la versione rivista e aggiornata dell’artist’s book di Martino Nicoletti, Kathmandu: Leçons de ténèbres, stampato in italiano in edizione limitata di 108 copie da Parbpim Ltd., Part., Bangkok, 2009. La stessa opera è stata successivamente stampata in edizione commerciale con il titolo di Kathmandu. Lezioni di tenebre, Casadei Libri Editore, Rome, 2012.

Martino Nicoletti, Kathmandu: Lessons of Darkness, Milan, Mimemis International, 2015

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– CLAUDIE CHLASTA, MARTINO NICOLETTI, LA BAMBINA CHE PARLAVA AL SOLDATO MORTO: LA MEDIANITA’ RACCONTATA DA UNA MEDIUM, TORINO, ETA’ DELL’ACQUARIO, 2015

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Ispirandosi all’esperienza autobiografica di Claudie Chlasta, cover_con-banda-lwmedium francese sin dall’infanzia, l’opera presenta gli aspetti più nascosti e intimi dell’attività medianica.

Sviluppato secondo la forma di una conversazione aperta tra l’antropologo Martino Nicoletti et la medium Claudie Chlasta, l’opera espone i principali aspetti della medianità, della sua pratica e dei suoi fondamenti teorici.

Il volume rappresenta l’edizione italiana dell’opera: Claudie Chlasta, Martino Nicoletti, La petite fille qui parlait au soldat mort: une médium dévoile le long voyage de l’âme, Paris, Editions le loup des steppes, 2016 (Prima edizione: Drancy, Ambre Editions, 2015).

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– MARTINO NICOLETTI, THE SNOWY SNAP: THE STORY OF CHATURMAN RAI, HIMALAYAN FOLK-PHOTOGRAPHER AND FILM-MAKER, MILAN, MIMESIS INTERNATIONAL, 2015 (Collezione: Art)

SNOWY SNAP

Unica nel suo genere, l’opera ripercorre le principali fasi della polimorfa attività artistica di Chaturman Rai, contadino nepalese appartenente alla tribù tibeto-birmana dei Kulung Rai. Autodidatta e sperimentatore totale, il lavoro di Chaturman si sviluppa negli anni con tenacia, a dispetto di enormi difficoltà: la rudimentale attrezzatura, la necessità di dividersi acrobaticamente tra il lavoro di agricoltore, di portatore e quello di padre di famiglia, l’approvvigionamento e lo sviluppo delle pellicole reso possibile unicamente grazie a periodici viaggi in una lontana cittadina, situata a vari giorni di cammino dal villaggio ove Chaturman vive.

Creata nell’arco di oltre venti anni lavoro e arricchita da un’ampia selezione di immagini, l’opera ripercorre le fasi principali del lavoro di Chaturman, dagli esordi come fotografo ritrattista sino alla più recente attività come video-maker documentarista. Uno sguardo ai limiti del surreale, su uno delle più originali e commuoventi storie da questo remoto e seducente angolo di Asia.

La prima parte del volume è disponibile anche in lingua italiana: M.Nicoletti, Chaturman Rai, Roma, Exòrma, 2010.

Martino Nicoletti, The Snowy Snap: The Story of Chaturman Rai, Himalayan Folk-Photographer and Film-Maker, Milan, Mimesis International, 2015

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– MARTINO NICOLETTI, IL CORPO DI GUARIGIONE: LA CONSAPEVOLEZZA CORPOREA COME CHIAVE DI CONONSCENZA E DI TRASFORMAZIONE DI SE’, TORINO, ETA’ DELL’ACQUARIO, 2014

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SintetizMise en page 1zando l’esperienza concreta di oltre venti anni di ricerca antropologica in Asia, la conoscenza diretta delle tradizioni sciamaniche e spirituali dell’Himalaya e un lungo lavoro personale nell’ambito della danza giapponese Butoh e della performance artistica, l’opera – arricchita da numerose fotografie e immagini – presenta un training psicofisico pratico e completo capace di riconnetterci in maniera diretta al nostro corpo e alle nostre emozioni profonde: a sentirle, a percepirle, a dargli voce, nonché a impiegarle come meravigliosi strumenti di trasformazione di sé e, soprattutto, come potenti mezzi di autoguarigione.

Basato su semplici ma efficaci esercizi dinamici combinati con la respirazione, la visualizzazione mentale, l’uso della voce e del suono, un itinerario compiuto con il corpo e attraverso il corpo, in grado di farci attingere a piene mani al nostro autentico potenziale di vita, rigenerazione, felicità e liberazione.

Il volume è inoltre disponibile in edizione francese: Martino Nicoletti, Ce corps qui nous guérit : la conscience corporelle comme clé de connaissance et outil de transformation de soi, Romont, Recto-Verseau, 2014.

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– MARTINO NICOLETTI, CANTARE TRA LE MANI: UN VIAGGIO TRA GLI ISMAILITI DELL’HINDUKUSH, TORINO, LINDAU, 2014

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Nato in occasione di un viaggio, compiuto sotto la protezione di una scorta armata nella regione montuosa dell’Hindukush, fra Pakistan e Afghanistan, il libro offre un inedito spaccato della vita e l’universo spirituale degli Ismailiti, uno dei gruppi più affascinanti e controversi dell’Islam sciita, oggi posto a diretto confronto con la minaccia talebana.

Per secoli avvolti in Occidente da un’aura di mistero e terrore, legata a figure leggendarie e fosche quali il loro carismatico capo, il Vegliardo della Montagna, e i suoi temibili “assassini” (guerrieri votati al martirio), gli Ismailiti sono una minoranza religiosa ricca e complessa caratterizzata per la fede indiscussa nella figura dell’Imam – rappresentante terrestre del Profeta e depositario vivente dell’interpretazione esoterica del Corano – e per una spiccata vocazione mistica, destinata a propiziare una tangibile e intima unione tra il fedele e il divino.

Testi e fotografie in bianco e nero, realizzate con apparecchi fotografici vintage, trasformano un diario di viaggio personale e irripetibile in un documento dal significato più ampio: una testimonianza sulla bellezza e la profondità dell’incontro tra civiltà diverse, come anche sulla complessità che ogni autentico dialogo tra mondi, da sempre, riserva.

Martino Nicoletti, Cantare tra le mani: un viaggio tra gli ismailiti dell’Hindukush, Torino, Lindau, 2014

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– MARTINO NICOLETTI, KATHMANDU. LEZIONI DI TENEBRE, ROMA, CASADEI LIBRI, 2012

Un’opera poetica dedicata all’abissale metropoli himalayana di Kathmandu.Una visionaria catabasi, fatta di parole e immagini, capace di condurre nei meandri di questo remoto luogo, simultaneamente spazio reale e inviolato recesso dell’anima.

Musa ispiratrice dell’opera è la divinità indù Chinnamasta, emanazione della feroce Durga. Una giovane dèa nuda e auto-decapitata, cifra di una profonda simbologia iniziatica.

Ad integrare il volume un CD musicale, ispirato ai testi contenuti nell’opera, con brani composti da Roberto Passuti e interpretati dalle potenti voci di Franco Battiato, Teresa De Sio e Giovanni Lindo Ferretti.

“Cose che c’erano e altre che avrebbero dovuto esserci. Questa città, la Kathmandu di polvere, fango e legno, issato e poi portato via, matura al tramonto. Persone evaporano di nuovo in respiri e l’intera piatta valle torna ad adagiarsi sulle sue colonne di vertebre”.

Martino Nicoletti, Kathmandu. Lezioni di tenebre, Roma, Casadei Libri, 2012

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– MARTINO NICOLETTI, L’UOMO CHE DIALOGAVA CON IL COYOTE: UNA BREVE INCURSIONE SUL TEMA JOSEPH BEUYS E SCIAMANESIMO, ROMA, EXÒRMA, 2011

Un’opera potente, capace di illuminare sulle relazioni tra il pensiero e l’opera artistica di Joseph Beuys e l’universo dello sciamanismo asiatico.Immagini fotografiche e disegni a mano, ispirati alle opere di Beuys, impreziosiscono il volume, trasformandolo in un’opera posta sulla sottile linea di confine tra estetica, antropologia e arte stessa.

Ad arricchire il libro un’inedita conversazione dell’autore con l’etnologo tedesco Michael Oppitz, che conobbe personalmente Beuys e che ebbe modo di discutere con lui sul tema dello sciamanesimo nepalese.

“Avvolto dalle tenebre della notte, un uomo, danzando vorticosamente, abbandona il mondo visibile per inoltrarsi solitario in un universo parallelo, impalpabile e sconosciuto ai più: un cosmo abitato da dèi e da spiriti con cui colloquiare, a cui sacrificare sangue, da cui esigere attenzione. Questi è lo sciamano, eroe del limite, mistico e performer totale.
In una stanza spoglia, Joseph Beuys, avvoltolato da un lungo panno, gioca con un coyote. Tra i due, attraverso gesti che sembrano provenire da altrove e che domandano di travasarsi nella materia vivente, prende forma un dialogo. Questi è un uomo di fronte al suo “doppio” animale, precipitato direttamente dal mito. Un artista, a duello con la propria creatività: un traghettatore di immagini, un catalizzatore di archetipi”.M.N.

Martino Nicoletti, L’uomo che dialogava con il coyote: una breve incursione sul tema Joseph Beuys e sciamanesimo, Roma, Exòrma, 2011

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–  MARTINO NICOLETTI, LO ZOO DELLE DONNE GIRAFFA: UN VIAGGIO TRA I KAYAN NELLA TAILANDIA DEL NORD, ROMA, EXÒRMA, 2011

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In un villaggio dell’estremo nord della Tailandia, sotto la luce assordante di un sole tropicale, figure femminili fuori dal tempo si concedono agli scatti fotografici di voraci visitatori.

Queste, adornate da una vistosa spirale di anelli scintillanti che ne cinge il collo, sono le celeberrime “donne giraffa”, epiteto con cui vengono comunemente chiamate le appartenenti all’etnia dei Kayan. Attraverso il contrasto tra i miti che narrano l’origine di questo popolo e la loro attuale condizione di profughi fuggiti dalla guerra civile in Birmania,  un’eccezionale, quanto affilata, testimonianza della vita negli “zoo umani” tailandesi.

Ad arricchire l’opera, un’ampia selezione di immagini realizzate dall’autore con apparecchi fotografici vintage dei primi del ’900 e un toccante cortometraggio, Non devo guardarti negli occhi, girato in pellicola Super-8, interpretato dalla potente voce di Giovanni Lindo Ferretti.

(Edizione in lingua inglese: Martino Nicoletti, The Zoo of the Giraffe Women: A Journey among the Kayan of Northern Thailand, Kathmandu, Vajra Publications, 2013)

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– MARTINO NICOLETTI, BIRBAL: IL PICCOLO SCIAMANO, PERUGIA, EDIZIONI CORSARE, 2011 

L’opera, splendidamente illustrata dalle tavole di Lucia Sforza, narra la storia di Birbal, fanciullo himalayano e del suo incontro con il mondo degli spiriti della selva i quali, attraverso un vero e proprio iter iniziatico, lo condurranno a conoscere gli occulti misteri della natura trasformandolo nel loro portavoce tra gli uomini.Nella forma di una favola, un racconto che porta l’eco vitale di mondi lontani dove  il confine tra realtà e sogno è talmente labile da permettere agli esseri umani di affacciarsi, ancor oggi, sul grande abisso del sacro e del mistero.

Martino Nicoletti, Birbal: il piccolo sciamano, Perugia, Edizioni corsare, 2011 

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–  MARTINO NICOLETTI, CHATURMAN RAI: FOTOGRAFO CONTADINO DELL’HIMALAYA, ROMA, EXÒRMA, 2010

In uno sperduto villaggio dell’Himalaya, privo di elettricità e di ogni comodità, il giovane Chaturman, contadino e pastore appartenente all’etnia tibeto-birmana dei Kulunge, coltiva da anni una singolare passione: la fotografia.

Chaturman si entusiasma per questa arte grazie all’incontro con alcuni fotografi itineranti: enigmatici personaggi che, sino a qualche anno addietro, transitavano per i più lontani villaggi del Nepal ove offrivano la propria preziosa opera come professionisti nomadi della fotografia.Autodidatta e sperimentatore totale, il lavoro di Chaturman si sviluppa negli anni con tenacia, a dispetto di enormi difficoltà: la rudimentale attrezzatura, la necessità di dividersi acrobaticamente tra il lavoro di agricoltore, di portatore e quello di padre di famiglia, l’approvvigionamento e lo sviluppo delle pellicole reso possibile unicamente grazie a periodici viaggi in una lontana cittadina, situata a vari giorni di cammino dal villaggio ove Chaturman vive.

Uno sguardo ai limiti del surreale, su uno dei più remoti e seducenti angoli di Asia.

 

– MARTINO NICOLETTI, TACCUINO KATHMANDU, ROMA, EXÒRMA, 2010

Una narrazione per immagini della metropoli asiatica di Kathmandu....

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– MARTINO NICOLETTI, NOMADI DELL’INVISIBILE: L’AUTOSACRIFICIO RITUALE DEL CHÖD NEL BÖN TIBETANO, ROMA, EXÒRMA, 2010

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Nel cuore dell’Himalaya, alcuni officianti appartenenti all’antica religione tibetana del Bön, compiono un lungo pellegrinaggio rituale attraverso territori selvatici e inospitali, abitati da divinità montane, geni, demoni e inquiete anime di defunti.

Servendosi di strumenti musicali in parte ricavati da ossa umane, gli officianti evocano la presenza delle entità invisibili, così da celebrare il sacrificio simbolico del proprio stesso corpo (chöd), offerto in nutrimento agli spiriti nel corso di un singolare banchetto rituale.

Testi, pagine di diario, immagini fotografiche narrano di questo arcaico rituale dai profondi significati spirituali.Il libro contiene una inedita traduzione del testo sacro rituale La Saggezza Segreta delle Dakini (Khandro Sangba Yeshe), realizzata da Geshe Gelek Jinpa, autorevole lama del monastero di Triten Norbutse in Nepal.

Arricchisce l’opera un DVD contenente un cortometraggio dell’autore, il canto liturgico dei monaci bönpo del monastero di Triten Norbutse e un originale contributo artistico di Franco Battiato.

Edizione inglese dell’opera: Martino Nicoletti: The Nomadic Sacrifice: the Chöd Pilgrimage among the Bönpo of Dolpo (Western Nepal), Kathmandu, Vajra Publication, 2013.

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– MARTINO NICOLETTI, THE PATH OF LIGHT: RITUAL MUSIC OF THE TIBETAN BON, BOLOGNA, BORGATTI EDIZIONI MUSICALI, 2008

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The Path of Light – primo CD della serie Seeds of Sound in the Autumn of Power ideata e diretta da Martino Nicoletti e distribuita dall’etichetta Borgatti Edizioni Musicali e A-Buzz Supreme – rappresenta un ampio e approfondito itinerario attraverso la musica rituale del Bon, la religione prebuddhista del Tibet, una delle tradizioni spirituali meno note dell’Asia.

Costituita da un CD e da un ampio ed elegante booklet a colori – oltre cento pagine corredate da testi e fotografie volte ad offrire un’ampia introduzione alla storia, la filosofia, i miti, la ritualità, gli strumenti musicali tradizionali della religione Bön – l’opera costituisce una vasta antologia dedicata alla musica liturgica di questa specifica tradizione spirituale tibetana.Interamente registrato dal vivo nel monastero Bön di Tritan Norbutse in Nepal, il CD – realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e del CNR – raccoglie una rarissima selezione di canti, musiche e mantra appartenenti, in massima parte, al cammino esoterico dello Dzogchen, o Grande Perfezione.

Autentica gemma dell’opera è l’esecuzione collettiva del chö, rituale meditativo di auto-sacrificio, così come si trova diffuso nella tradizione bön-po.Oltre al valore scientifico e divulgativo, la pubblicazione dell’opera è destinata a sostenere le attività di salvaguardia culturale del monastero Bön di Tritan Norbutse.

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– MARTINO NICOLETTI, THE ECSTATIC BODY: NOTES ON SHAMANISM AND CORPOREITY IN NEPAL, KATHMANDU, VAJRA PUBLICATIONS, 2008

Un’opera dedicata alla percezione e impiego del corpo nello sciamanesimo nepalese. Il lavoro è arricchito da un ampio apparato fotografico e iconografico costituito da rare immagini appartenenti all’universo estatico sciamanico nonché a esempi di possessione periferica.

“Lo sciamano che evoca gli dei, attraverso la danza e la musica, è lo stesso uomo che intrattiene i presenti attraverso gli aspetti più propriamente performativi della seduta. Qui sono gli uomini a sfruttare la situazione, venendo ad assistere ad uno spettacolo che, in primis, sarebbe stato organizzato per gli dei.Una performance originale in cui, oltre alla possibilità di essere testimoni in diretta dell’epifania di dei, spiriti e demoni, si aggiunge la, non meno stimolante, possibilità di assistere a destini umani sospesi ad un incerto fato”M.N.

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– MARTINO NICOLETTI, RIDDUM: THE SACRED WORD OF SANCHA PRASĀD RĀI, SHAMAN OF THE HIMALAYAS, ROMA, CASTELVECCHI, 2005 (EDIZ. ORIG.: KATHMANDU: VAJRA PUBLICATIONS, 2004)

Un’opera dedicata alla sacra tradizione orale dei Kulunge Rāi del Nepal, raccolta da Martino Nicoletti dalla viva voce di uno degli anziani sciamani dell’etnia.

L’opera, in edizione bilingue italiano e inglese, è arricchita da una ampia selezione di immagini fotografiche.

“Un giorno, il vecchio sciamano Sancha Prasād Rāi mi raccontò la storia del suo popolo; la stessa che ancora oggi gli anziani della tribù dei Kulunge Rai tramandano oralmente, di generazione in generazione, con il nome di riddum. Questa storia comincia molto, molto tempo fa, prima che tutti gli oggetti che ci circondano si manifestassero nella loro infinita varietà e che gli uomini stessi apparissero sulla faccia della terra. Il riddum, per i Kulunge Rāi, è il racconto sacro che descrive l’origine del cosmo, della natura e degli esseri viventi che la popolano. Esposto secondo la formula di una specifica lingua rituale, il riddum viene narrato ogniqualvolta venga celebrato un importante rituale religioso. Secondo i Kulunge Rai la lingua rituale del riddum è la lingua dei primordi che, anticamente, era utilizzata quotidianamente dai padri dell’etnia per comunicare tra loro. Con l’avvicendarsi delle generazioni, gli uomini cominciarono tuttavia a dimenticarla. Nacquero molti altri differenti idiomi e fu così che la lingua primigenia del riddum cominciò a subire una lenta, quanto mai inesorabile, eclissi. Tra gli uomini soltanto alcuni continuarono a tramandarla, così da mantenere vivo il dialogo con gli antenati che vissero all’epoca del mito e con gli dèi della propria tradizione religiosa”. M.N.

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– MARTINO NICOLETTI, VERTIGINI IN CANE VIVA: SCIAMANESIMO, ESTASI E FOLLIA IN HIMALAYA, NAPOLI, L’ANCORA DEL MEDITERRANEO, 2002

Un itinerario solo apparentemente circolare solca l’universo dello sciamanesimo dei Kulunge Râi del Nepal. Una religione nomade, generata entro lo spazio di una geografia doppia che intesse la piatta trama della realtà con vivide immagini visionarie.

Un viaggio attraverso i principali luoghi di cui si compone l’esperienza sciamanica: la “chiamata”  ad opera degli spiriti della foresta; i sogni e le visioni a carattere iniziatico; la malattia vocazionale e la fuga nella selva, esperienze obbligate nel sentiero che conduce l’ottenimento dei poteri; la prassi terapeutica e la ritualità funeraria, incentrate sull’esperienza di un “viaggio magico” compiuto attraverso diverse regioni del cosmo.

Ma soprattutto un ampio squarcio sulla funzione del corpo e della corporeità all’interno dell’universo coreutico-musicale dello sciamanesimo himalayano: un corpo di carne che agisce come tempio e simulacro per la manifestazione del divino. Un corpo come frontiera tra il mondo del visibile e quello dell’invisibile. Un corpo vocale e sonoro, capace di mettere in moto la potente “macchina sciamanica”.

L’opera è stata pubblicata anche in una successiva edizione inglese, con il titolo: Shamanic Solitudes. Ecstasy, Madness and Spirit Possession in the Nepal Himalayas, Kathmandu, Vajra Publications, 2006 (Collana: Cinnabaris – Series of Oriental Studies).

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– MARTINO NICOLETTI, LA FORESTA ANCESTRALE: MEMORIA, SPAZIO E RITO TRA I KULUNGE RĀI DEL NEPAL, MILANO, FRANCO ANGELI 1999

Insediati tra le alte colline del Nepal orientale e favoriti da forte isolamento geografico e culturale, i Kulunge Rāi hanno da secoli mantenuto in vita le loro arcaiche tradizioni religiose.

Nella forma del resoconto etnografico,  affascinante viaggio attraverso la memoria orale e l’immaginario religioso di questo antico popolo: dalla geografia sacrale, ai culti domestici e di villaggio, dai rituali di caccia a quelli di accompagnamento delle anime dei defunti.

Un ricca appendice fotografica e iconografica arricchisce il lavoro. L’opera è stata pubblicata in una edizione inglese con il titolo: The Ancestral Forest. Memory, Space and Ritual among the Kulunge Rāi of Eastern Nepal, Kathmandu, Vajra Publications, 2006.

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CAPITOLI IN OPERE COLLETTIVE 

COP_Nove_Porte_Layout 1– Nicoletti M. (2014), “Dèmoni di polvere e dèi di riso bollito: Sciamanesimo e arte rituale effimera in Himalaya”, in: Pagnani O. (a cura di) Le nove porte: sciamanesimo e arte contemporanea, pp. 131-169;- Nicoletti M. (2014), “Al nono piano, un’installazione: ‘Abitazione di antropologo – 1977’”, in: Pagnani O. (a cura di) Le nove porte: sciamanesimo e arte contemporanea, pp. 227-236;

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– Nicoletti M. (2014), “Visual Media Primitivism: Toward a Poetic Ethnography”, in: Schneider A. & Pasqualino C. (Eds.), Experimental Film and Anthropology, London: Bloomsbury, pp. 165-81;  – Nicoletti M., “Demons of Dust and Gods of Boiled Rice: Shamanism and Ephemeral Ritual Art in the Himalayas”, Asian Journal of Literature, Culture and Society (ACSA Conference Special Issue), Vol. 05, n. 03 (Dec. 2011), AssumptionUniversity,Bangkok, 1-3 November 2010), pp. 128-148;

– Nicoletti M. (2010a), “Vintage visual anthropology: A Himalayan pilgrimage narrated through 16 black and white photographs, 34 pages of field-work journal and 6 minutes of Super8 film”, in: Proceedings of the International Symposium: Freeze Frames. For a Combination of Photography and Film” (Musée du Quai Branly, Paris – 9-10 April, 2010) (pubblicazione on line: http://www.anthropology-photo-film-symposium-edu.org/index.php/fr/participants-3/nicoletti-2);

– Nicoletti M. (2010b), “Presenza e vertigine: il corpo sciamanico” in: R. Conforti, G. Scalera McClintock (a cura di), La Mente e l’Estasi (Atti del Convegno tenutosi presso la Provincia di Salerno il 20-22 ottobre 2005), Catanzaro, 2010, Rubbettino, pp. 45-70;

– M.Nicoletti, “L’ingresso simbolico nella selva: appunti intorno ai motivi del pericolo, del potere e della conquista”, in: P.E.Falini (a cura di), Lucus: Luoghi sacri in Europa, Spoleto, Litostampa 3B, 2006, pp. 59-80;

– M.Nicoletti, “Say pom: Space, Movement and Symbol in a Himalayan Therapeutic Ritual”, in: R. Mastromattei, A. Rigopoulos (a cura di), Shamanic Cosmos: From India to the North Pole Star, Venice – New Delhi, Venetian Academy of Indian Studies, D.K. Printworld (P) Ltd., 1999, pp. 143-180;

– M.Nicoletti, ‘Geografie  vissute’ e ‘geografie occulte’ nella realtà del fiume Bagnati”, in: V. Sestini, E. Somigli (a cura di), Bagmati River Park 2000, Firenze, Polistampa, 1999, pp. 17-18;

– M.Nicoletti, “Bon e sciamanismo: studio introduttivo di comparazione tra le due realtà religiose”, in R. Mastromattei, M. Nicoletti, D. Riboli, C. Sani, Tremore e potere: la condizione estatica nello sciamanismo himalayano, Milano, Franco Angeli, 1995, pp. 104-164;.

ARTICOLI SCIENTIFICI

– M.Nicoletti, “Sacro e storia: appunti e considerazioni sul tema della critica di Ernesto De Martino alla corrente di Fenomenologia delle Religioni”, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia – Università degli Studi di Perugia (sezioni: studi storico-antropologici), vol. XXXIII, 1995-1996, pp. 205-256;

– M.Nicoletti, “L’espace humain et l’espace non-humain: contribution à  l’étude de l’habitation  et des conceptions qui y sont associées chez les Yakha Dewân du Népal oriental”, Studi e Materiali di Storia delle Religioni, LXI, n.s. XIX,1, 1995, pp. 151-202;

– M.Nicoletti, “Elementi sciamanici nel rituale autosacrificale del gcod”, Annali della Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli studi di Perugia, vol. XXVIII 1990-’91, pp. 237-257; 

TRADUZIONI

Dozon J.P, L’Africa tra Dio e il Diavolo. Stati, etnie e religioni, Napoli, Liguori, 2014   

REPORTAGE GIORNALISTICI (selezione) 

Lo zoo-safari delle “donne drago”: il turismo etnico tra i Kayan del nord della Tailandia

I Kalash, gli ultimi pagani del Pakistan

– La lunga marcia del movimento maoista in Nepal

Bangkok slum non-millionaire

Antiche melodie di corte sulle sponde del Mekong

Gli oracoli viventi, portavoce del dio della montagna

Tra i mistici dell’Hindukush, i “folli di Dio”

– I regni delle sciamane, signore della notte e dell’occulto

Nuovi inediti documenti sui bimbi scampati al genocidio di Pol Pot 

Sciamani duellanti tra le sacre montagne dell’Himalaya 

– I Kulung, la tribù himalayana degli antichi “uomini-tigre”

Kumāri: la dea bambina del Nepal

Laos, le donne in prima linea nella lotta agli ordigni inesplosi

Tra le montagne dell’Himalaya, un’antica tradizione di danza sacra

Himalaya, l’antico pellegrinaggio rituale di autosacrificio

Laos, archeologi italiani alla scoperta del santuario di Wat-Pu

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