Nel campo della produzione musicale, Martino Nicoletti, in collaborazione con il compositore e ingegnere del suono Roberto Passuti, ha nell’ultimo decennio dato vita a due distinte iniziative:

 

logo stenopeica senza scritta copia

L’etichetta e formazione musicale STENOPEICA, dedicata essenzialmente alle produzioni multimediali e alla musica sperimentale contemporanea.

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La collezione SEEDS OF  SOUND IN THE AUTUMN OF POWER, che rappresenta invece una collana dedicata alla musica etnica e alla diffusione di patrimoni musicali connessi soprattutto con l’area Himalayana e l’Asia meridionale. Utilizzando registrazioni effettuate direttamente sul campo da Martino Nicoletti, la collana si propone di far conoscere al grande pubblico tradizioni musicali sacre poco note o, oggigiorno, a forte rischio di estinzione. I CD-book e i CD che compongono la collana, realizzati attraverso un attento lavoro di ricerca preliminare, si contraddistinguono per un elevato livello della loro qualità sonora e per la grande attenzione riservata alla dimensione estetica dei prodotti stessi, spesso accompagnati da una vasta serie di testi introduttivi e da una larga selezione di immagini fotografiche. 

 

L’ATTUALE PRODUZIONE MUSICALE DI STENOPEICA

 

 

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–  Stenopeica, Franco Battiato, Teresa de Sio, Giovanni Lindo Ferretti, Kathmandu: diario dal Kali Yuga (libro + CD) (a cura di Martino Nicoletti), Paris, Le loup des steppes, 2016

Un itinerario iniziatico fatto di suoni e parole guida alla scoperta della mitica città sacra di Kathmandu, la splendida perla dell’Himalaya incastonata tra le scintillanti vette del Nepal.

Le ricercate sonorità della formazione musicale degli STENOPEICA si fondono con la voce e i preziosi contributi artistici di FRANCO BATTIATO, TERESA DE SIO e GIOVANNI LINDO FERRETTI.

Un autentico diario dal Kali Yuga – l’oscura epoca finale che, secondo l’antica mitologia indiana, conclude un ciclo cosmico – composto da testi, fotografie e da ben 20 tracce musicali che narrano di una metropoli in pelle viva e di come questo stesso universo urlante sappia ancor oggi dispensare bagliori di autentico splendore e d’indicibile quanto affilata bellezza.

…Kathmandu. I vivi contano i morti tra dita e pollice.
I morti contano i vivi da dietro le finestre.
Lungo la strada, in alto, elettricità che corre in filamenti…

 

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Kathmandu: disiecta membra. Un CD di musica contemporanea realizzato e prodotto da Martino  Nicoletti, Roberto Passuti e STENOPEICA con i contributi artistici di Giovanni Lindo Ferretti e Teresa de Sio (2013 – Produzione: Stenopeica – A-Buzz Supreme).

Facendo seguito alla prima opera musicale degli Stenopeica, Kathmandu: eclissi delle due lune, il CD  propone una nuova, quanto sconvolgente, immersione in un universo esotico, profondo e potentemente mesmerizzante.

Attingendo a piene mani a materiale appartenente alle tradizioni musicali e spirituali dell’Himalaya – le musiche estatiche e sciamaniche del Nepal, i canti liturgici dei monaci Bonpo tibetani, le danze tantriche della tradizione buddhista della Valle di Kathmandu – il CD fonde sonorità arcaiche con suoni sintetici e strumenti musicali classici, creando un distillato musicale assolutamente unico nel suo genere.

Le undici tracce che compongono il CD sono state composte da Roberto Passuti. I testi, di Martino Nicoletti, sono stati invece magistralmente interpretati da Teresa De Sio, Giovanni Lindo Ferretti e Michela Piccinini, cantante degli Stenopeica assieme allo stesso Martino Nicoletti.

A ispirare l’opera la mitica quanto indecifrabile metropoli himalayana di Kathmandu. Un ponte di suono invita a una discesa guidata dentro le viscere di questa città-abisso: suoni obliqui e taglienti che si sposano perfettamente a parole potenti quanto mantra e ad atmosfere fatte di purissimi riverberi.

Nel sottotitolo dell’opera, disiecta membra, “membra sparse”, un’allusione diretta all’arcaico tema dionisiaco dello sparagmòs: uno smembramento simbolico, connesso all’esperienza iniziatica di morte e rinascita. Membra sparse, come allusione al trascendimento totale della propria finitezza individuale e quale porta d’accesso al regno del senza-limite.

Kathmandu: Disiecta membra. Produzione Stenopeica; distribuzione/edizioni A-Buzz Supreme.

Il CD è in vendita su I-Tunes e tutti i circuiti Amazon mondiali.

 

 

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– Kathmandu: eclissi delle due lune. Quest’opera rappresenta il primo CD di musica sperimentale contemporanea, dedicato a Kathmandu e realizzato da Martino Nicoletti, Roberto Passuti e dagli STENOPEICA (2013 – Produzione: Stenopeica A-Buzz Supreme).

Un tributo alla città himalayana, ai suoi miti e alla sua mesmerizzante potenza, realizzato grazie contributi artistici di Franco Battiato, Giovanni Lindo Ferretti, Mekhe Kulunge e Teresa de Sio.

Il CD è in vendita su I-Tunes e tutti i circuiti Amazon mondiali. Questa stessa opera è apparsa come CD allegato al volume: Martino Nicoletti, Kathmandu. Lezioni di tenebre, Roma, Casadei Libri, 2012. 

 

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LA COLLANA “SEEDS OF SOUND”

 

Immersi nella luce del crepuscolo,

i colori si fanno più vividi,

i loro contorni più affilati. I suoni, ora liberati, riempiono lo spazio”

                                                                                                                                M.N.
 
 
 THE PATH OF LIGHT_cover digital CD_photo by Martino Nicoletti
 
 
 

– The Path of Light: Ritual Music of the Tibetan Bon, Bologna, Borgatti Edizioni musicali, 2008. Organizzazione registrazioni sul campo, testi, foto e cura: Martino Nicoletti; sound engineering e post-produzione: Roberto Passuti.

“The Path of Light” – primo CD della serie Seeds of Sound in the Autumn of Power – rappresenta un ampio e approfondito itinerario attraverso la musica rituale del Bön, la religione prebuddhista del Tibet, una delle tradizioni spirituali meno note dell’Asia. Costituita da un CD e da un ampio ed elegante booklet a colori – oltre cento pagine corredate da testi e fotografie volte ad offrire un’ampia introduzione alla storia, la filosofia, i miti, la ritualità, gli strumenti musicali tradizionali della religione Bön – l’opera costituisce una vasta antologia dedicata alla musica liturgica di questa specifica tradizione spirituale tibetana. Interamente registrato dal vivo nel monastero Bön di Tritan Norbutse in Nepal, il CD – realizzato con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e del CNR – raccoglie una rarissima selezione di canti, musiche e mantra appartenenti, in massima parte, al cammino esoterico dello Dzogchen, o Grande Perfezione. Autentica gemma dell’opera è l’esecuzione collettiva del chö, rituale meditativo di auto-sacrificio, così come si trova diffuso nella tradizione bön-po. Oltre al valore scientifico e divulgativo, la pubblicazione dell’opera è destinata a sostenere le attività di salvaguardia culturale del monastero Bön di Triten Norbutse.

 

Charya_cover photo by Martino Nicoletti_low

– Charya: The Tantric Musical Tradition of the Kathmandu Valley, Bologna-Firenze, Stenopeica – A-Buzz Supreme, 2013. 

 This outstanding CD presents a wide overview of charya, one of the lesser known sacred musical traditions of the Kathmandu Valley.

Rooted in esoteric Tantric Buddhist tradition (vajrayana), widespread among the Newar of Nepal, charya songs represent an integral part of the charya nrtya sacred dances, traditionally handed down and performed in Vajracarya Tantric spiritual lineages.

Traditionally performed by initiated dancers in a highly secret context, these dances represent an authentic form of dynamic meditation (sadhana). Founded on the practice of specific mental visualisations and on a deep identification of the dancer with the specific meditation deity (yidam) evoked during the dance, charya nrtya’s main aim is to achieve higher states of consciousness and a direct realisation of the ultimate, non-dual and empty nature of phenomena.

In this sense, the peaceful and wrathful deities evoked and “danced” during the performance – belonging to both Buddhist and Hindu traditional pantheons – represent the direct personified expression of the ceaseless creative energy inherent in the Emptiness itself (sunyata).

In this context, thanks to the magic power of the chant, the music and the dance, each performance is thus transformed into a veritable yogic practice aimed at propitiating the tangible manifestation of the most profound divine powers that inhabit and vivify the universe, as well as providing the dancer with a rare opportunity of realising directly the enlightened condition of his/her own mind.

Kept secret until a few decades ago, only recently have carya songs and the charya nrtya dance tradition been made accessible to a non-initiated audience, including westerners.

The CD, recorded in Kathmandu under the supervision of Martino Nicoletti, has been created thanks to the collaboration of Rameshwor Maharjan, an internationally renowned Newari charya dancer and musician.

Track 1: Sri Padma Nrtyasvara Vandana: hymn to the Lord of the Dance; Track 2: Sodasa Lasya: the dance of the Sixteen Offering Goddesses to the main deity of the mandala; Track 3: Arya Tara: the dance of the Green Tara; Track 4: Vajrayogini: the dance of Vajravarahi, “The Diamond Sow”; Track 5: Manjusri: the dance of the Bodhisattva Manjusri; Track 6: Panca Buddha: the dance of the Five Buddhas; Track 7: Kumari: the dance of the virgin goddess Kumari; Track 8:Rakta Ganesh: the dance of the Red Ganesh; Track 9: Sri Bhairav Kali: the dance of Bhairav and Kali.

Scientific researches, recording organisation and supervision: Martino Nicoletti; Sound engineering and post-production: Roberto Passuti; Label: Stenopeica – A Buzz Supreme.

Disponibile su Itunes.

 

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– Gandharva: The Magic Sound of the Nepali Sarangi,Bologna-Firenze, Stenopeica – A-Buzz Supreme, 2013. 

The CD presents a series of outstanding sarangi solo executions inspired by a rich repertoire of traditional Nepali and Tibetan melodies, performed by Shyam Nepali: in this work the long-established music of the Gaine of Nepal blends with the very personal experimentation and intimate feelings of one of the most renowned innovative and sensitive musicians in the panorama of contemporary Nepali music.

Track 01:  Morning bliss; Track 02: Himalayan dawn; Track 03: Across the clouds;Track 04: Waiting; Track 05: Footprints in the snow; Track 06: Soul’s vibe; Track 07: The shaman’s flight; Track 08: Melting water; Track 09: Beauty revealed;Track 10: Don’t turn your gaze behind; Track 11: Back from the fields.

Scientific researches, recording organisation and supervision: Martino Nicoletti; Sound engineering and post-production: Roberto Passuti; Label: Stenopeica – A Buzz Supreme.

Disponibile su Itunes.

 

SHAMANS OF THE EAST_Photo cover by Martino Nicoletti_low

– Shamans of the East: Ritual Songs of the Himalayan Kulung Shamanic Tradition, Bologna-Firenze, Stenopeica – A-Buzz Supreme, 2013. 

The CD presents two of the most characteristic liturgical songs still widespread in the shamanic tradition of the Kulung Tibeto-Burman minority of eastern Nepal.

The first is an invocation of the shaman’s guardian spirits and guiding deities. Usually performed in the Nepali language at the beginning of each ecstatic Kulung shamanic séance, the song, in mentioning a vast host of invisible beings relating to specific cosmic regions (sky, earth, underworld) or places of the natural habitat (snowy mountains, wood, lakes, etc), is believed to possess the singular faculty of creating an invisible bridge between the officiant and the invisible world as well as helping the shaman himself in inducing a specific form of trance. This trance is a distinctive feature of any Kulunge shamanic ritual, and the efficacy of any séance is firmly rooted in the shaman’s ability to produce, control and direct it toward the specific goals of the rite.

The second track is a hunting chant, usually performed in the ritual Kulung language on the occasion of the ritual offering of game to the tribe’s ancestors and the invisible spirit of the forest.

Settled in one of the most remote and enchanting regions of eastern Nepal, the Kulung are one of the last Himalayan ethnic groups to hand down, even today, an archaic form of hunting of specific species of wild quadrupeds in the form of a complex and highly ritualised practice.

According to Kulung tradition, the hunting expedition is preceded, accompanied and followed by various liturgical songs – sung in a sacred and secret ritual language – believed to possess the power of ingratiating the invisible entities of the wilderness, propitiating the hunt and facilitating the obtainment of an “invisible essence” (ji), hidden in the thick of the forest, on which the prosperity of the village is deemed to depend, as well as the vital force and health of its people.

A recurrent theme of these songs is the account of the mythical hunt for an invisible archetypal stag and the description of the mystic journey accomplished by the souls of the hunters – here acting in a double role as huntsmen and priests – in search of prosperity and invisible strength. Both these qualities are concealed in specific “power sources” spread throughout the forest where the hunt takes place and scattered over the its studded mountain peaks.

The songs on this CD are superbly performed by Mekhe Kulung, one of the most renowned contemporary shamans of the Kulung tribe.

Track 1: Ritual hunting song; Track 2: Invocations to invisible masters and protector spirits.

Scientific researches, recording organisation and supervision: Martino Nicoletti; Sound engineering and post-production: Roberto Passuti; Label: Stenopeica – A Buzz Supreme.

Disponibile su Itunes.

 

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– Chala Ra Dhatu: Newari Percussions of the Kathmandu Valley, Bologna-Firenze, Stenopeica – A-Buzz Supreme, 2013. 

This CD presents a wide overview on the world of the Newari percussions as they are mainly widespread in the context of the Dapha musical tradition.

Scientific researches, recording organisation and supervision: Martino Nicoletti and Rameswor Maharjan; Sound engineering and post-production: Roberto Passuti; Label: Stenopeica – A Buzz Supreme.

Disponibile su Itunes.

 

LE ALTRE OPERE ATTUALMENTE IN PRODUZIONE:

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– Gharba: Poets and Mystics of Hindukush

A CD devoted to the ritual music of the last mystics of the Hindukush region. Recorded live in the area of Chitral (Northern Pakistan), the work presents a series of liturgical séances belonging to the Ismaili tradition. A precious contribution to the splendid music of the gharba, a traditional short neck lute, which, in this area, represents the most sacred musical instrument employed during the collective liturgies.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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